Ricerca nel sito

Collegamenti sponsorizzati
Collegamenti sponsorizzati
Collegamenti sponsorizzati

jobs act Renzi

Il Jobs Act e le novità previste dal D.L. 34/2014

Articolo aggiornato il 24-03-2014

 Con l'approvazione del D.L. 34/2014, pubblicato sulla G.U. il 21 marzo, il Jobs Act di Renzi arriva al banco di prova,  la prima applicazione concreta. Passiamo in rassegna i principali punti previsti dal piano originale per il rilancio del lavoro e dell'impresa e vediamo quali saranno le novità che effettivamente verranno introdotte dal testo del decreto legge.

collegamenti sponsorizzati
Il Jobs Act e le novità previste dal D.L. 34/2014
Jobs Act: il progetto di partenza 
Il testo originario del "Jumpstart Our Business Startups Act" meglio noto con l'acronimo di "Jobs Act" era essenzialmente articolato in tre parti: inteventi sul sistema e la burocrazia per il rilancio del mercato, un piano per la creazione di nuovi posti di lavoro ed uno per la semplificazione dell'attuale disciplina dei contratti.
Per quanto riguarda la prima area di intervento, il progetto del nuovo premier prevedeva una maggiore digitalizzazione delle procedure, semplificazione delle prassi burocratiche, introduzione dell'obbligo di trasparenza ed eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio. Provvedimenti accompagnati dall'applicazione di agevolazioni fiscali per le aziende impegnate nell'uso delle energie rinnovabili e propense ad investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro (riduzione dell'IRAP), da una riduzione complessiva della spesa e dall'eliminazione della figura del dirigente pubblico a tempo indeterminato.
Rispetto alla possibilità di creare nuove opportunità di lavoro, Renzi punta i riflettori principalmente su sette settori di mercato:
a) Turismo e cultura, agricoltura e cibo.
b) Made in Italy 
c) ICT 
d) Green economy 
e) Nuovo Welfare 
f) Edilizia 
g) Manifatture
Per ognuno dei settori elencati il Jobs Act avrebbe dovuto definire un piano industriale di rilancio e promozione con indicazione degli interventi concreti da mettere in atto per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Ultimo ma non meno importante passaggio saliente del Job Acts, la revisione dell'attuale regolamentazione del mercato del lavoro, attraverso la presentazione di un nuovo codice semplificato del lavoro, una riduzione del numero di forme contrattuali esistenti, la creazione di una nuova agenzia nazionale per l'occupazione, l'introduzione in caso di perdita del posto di lavoro di una nuova indennità universale (la NASPI), dell'obbligo di rendicontazione online delle attività formative promosse attraverso finanziamenti pubblici e la stesura di una nuova legge sulla rappresentanza sindacale.  

Le novità introdotte dal Decreto Legge 34/2014
Approvato a seguito della delibera del consiglio dei ministri del 12 marzo 2014, il D.L 34/2014, rappresenta una prima (per quanto parziale) concretizzazione del progetto del nuovo premier. Nello specifico il testo del decreto contiene una serie disposizioni urgenti e deleghe mirate a favorire il rilancio dell’occupazione e  la semplificazione degli adempimenti previsti per le imprese. 
In questa sede ci concentreremo in particolare sul primo provvedimento adottato in relazione all'obiettivo della revisione della regolamentazione del mercato del lavoro, l'elevazione del termine previsto per il rinnovo dei contratti a termine e le modifiche apportate, rispetto alla legge Fornero, al contratto di apprendistato.
In base a quanto previsto dal nuovo decreto, la durata massima del primo rapporto di lavoro a tempo determinato passa da 12 a 36 mesi, con possibilità di proroga entro il limite dei tre anni, ferma restando la soglia per il ricorso a questa tipologia di contratto per singola azienda  fissata al 20% (viene di conseguenza rimosso l'obbligo di specifica della causale che vincolava la stipula dei contratti a termine all'esistenza di specifiche esigenze organizzative).
Per quanto riguarda l'apprendistato, rispetto a quanto confermato dalla Legge Fornero,  viene meno per le aziende il vincolo tra la conferma in servizio dei giovani a conclusione del percorso di formazione on-the-job e l'assunzione di nuovi apprendisti. La forma scritta sarà obbligatoria per il solo contratto di patto e di prova (e non per il piano di formazione individuale come attualmente previsto), la retribuzione sarà pari al 35% di quella prevista per il livello di inquadramento contrattuale ed i datori di lavoro non saranno più tenuti all'integrazione tra la formazione professionalizzante e l'offerta formativa pubblica.
Provvedimenti che hanno sollevato non poche polemiche, tra chi individua nella rimozione dell'obbligo di causalità per i contratti a termine e del vincolo di assunzione dopo i tre anni di apprendistato, fattori destinati ad aumentare il livello di precarietà dei lavoratori, piuttosto che le probabilità di assunzione.
Potrete scaricare e consultare in formato pdf, il testo completo della delibera del Consiglio dei Ministri e del D.L. 34/2014, utilizzando i link disponibili in fondo all'articolo.
Articolo pubblicato il
Stampa, invia via email, segnala nei tuoi social network
OkNotizie
Lascia un commento su questa pagina:

Inserisci le due parole che trovi nel box sottostante:
Cerchi lavoro? scopri le 3 regole per trovarlo scarica gratis la guida in PDF

Questo sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni.
Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Leggi informativa

Chiudi e accetta