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Le facoltà che superano il "test d'ingresso nel mondo del lavoro"

Notizia pubblicata il 30/05/2014
Tags: lavoro giovani

Il periodo che intercorre tra il conseguimento della laurea e l'effettivo ingresso nel mondo del lavoro varia da facoltà a facoltà. A vincere la "corsa al lavoro" sono soprattutto i laureati in ingegneria, economia e medicina.

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 La differenza c'è...e si vede, a testimoniarlo è un'infografica realizzata dall’Università degli Studi Niccolò Cusano, ricavata a partire dai dati raccolti da Almalaurea in uno studio sui laureati condotto nel 2012, l'analisi traccia il profilo del "laureato tipo" per ogni percorso di studi, tenendo conto di fattori quali l'età, il sesso, il periodo trascorso tra la laurea ed il primo impiego ed il raggiungimento di un certo grado di stabilità lavorativa. 

Infografica Le Facoltà che vincono la corsa al lavoro
Dai risultati dello studio emerge in particolare il dato relativo ai laureati in ingegneria civile, con il 75% dei laureati di sesso maschile in possesso di un'occupazione stabile. Seguono in successione i laureati in economia, medicina e giurisprudenza, che riescono in media a raggiungere la stabilità lavorativa a tre anni dalla laurea.
In controtendenza la situazione dei laureati in scienze della comunicazione che pur classificandosi al quinto posto, nella maggioranza dei casi a tre anni dalla conclusione del percorso accademico, si trovano  ancora in condizioni di precarietà.

Potrebbe stupire la bassa posizione in classifica di profili ad alto grado di specializzazione come quelli dei laureati in farmacia e medicina veterinaria, che sembrano avere difficoltà a trovare lavoro nei primi mesi post-laurea, pur tendendo ad ottenere una posizione lavorativa  stabile a 3 anni dalla conclusione degli studi (il 64% dei laureati in farmacia e il 70% dei laureati in veterinaria lavora stabilmente);  simile la condizione di laureati in architettura che si posizionano al 9° posto  con un livello di stabilità del 60% a 3 anni di distanza.

"il ritardo" potrebbe in realtà essere legato  in molti casi alla scelta di proseguire gli studi dopo la laurea, come sottolinea lo staff di Unicusano: "“In un mercato delle professioni in continuo mutamento alcuni profili hanno bisogno di un costante aggiornamento delle competenze che da un lato può portare ad investire in formazione ritardando l'occupazione stabile, dall'altro può portare precarietà a chi non si tiene aggiornato (...)”.



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