Aprire un caffè letterario
Aprire un caffè letterario: cosa serve e a chi conviene
Quella del caffè letterario è una realtà che sta tornando di moda in questi anni, dopo un secolo dalla sua nascita e affermazione. Molti amanti della lettura scelgono di dedicarsi alla propria passione circondati da un ambiente confortevole e rilassante, magari sorseggiando un tè o una cioccolata calda. E sono tanti anche coloro che sognano di aprire un caffè letterario, mettere su un locale originale e raffinato, dove condividere con altri il proprio amore per i libri. Ma conviene davvero? E cosa serve per avviare un’attività di questo tipo?
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Aprire un caffè letterario: a chi conviene
Innanzitutto, teniamo presente che si tratta di attività imprenditoriale e come tale comporta dei rischi, spesso non indifferenti. Bisogna quindi valutare molto attentamente il progetto, specialmente perché si tratta di un tipo di locale particolare, indirizzato a una specifica categoria di clienti. In Italia il settore culturale è un po’ bistrattato e se le librerie private faticano a restare in vita, anche per i caffè letterari non è tutto rose e fiori. Innanzitutto dovrete considerare la realtà in cui intendete avviare la vostra attività. Se si tratta di un piccolo centro cittadino avrete più difficoltà, per la innata refrattarietà di questi contesti a realtà tanto originali. Più facile avere fortuna nelle metropoli, ma anche qui bisogna scegliere la zona con attenzione. Tenendo presente che il locale si rivolge a un target specifico, l’ideale è aprirlo in un quartiere frequentato da studenti, magari con università o centri socio-culturali nei paraggi.
Verificate anche che non ci siano già altri caffè letterari nella zona, che potrebbero avervi sottratto la clientela in partenza.
Aprire un caffè letterario: l'investimento
Una volta trovato il luogo adatto e verificato che vi siano possibilità di riuscita, dovrete pensare all’aspetto finanziario. Aprire un caffè letterario comporta un investimento iniziale non inferiore ai 50.000 euro, ma ovviamente dipende dalla zona e dalla grandezza del locale. Se non disponete della liquidità necessaria potete considerare l’ipotesi di un finanziamento; al riguardo vi segnaliamo la pagina di lavoro-formazione.it dedicata ai
finanziamenti previsti per i giovani imprenditori, che contemplano una serie di agevolazioni.
Aprire un caffè letterario: gli adempimenti burocratici
Chiusa la parte finanziaria si apre quella burocratica. Per avviare un caffè letterario servono una serie di autorizzazioni e adempimenti, quali la registrazione dell’Atto Costitutivo e dello Statuto e l’
apertura della partita Iva: per informazioni in merito consultate la pagina relativa del nostro portale. Dovrete poi richiedere il codice fiscale, segnalare la vostra attività all’INPS e INAIL e provvedere alla DIA, dichiarazione di inizio attività nel settore alimentare. Oltre a questo dovrete ottenere le licenze necessarie in base alle attività che intendete svolgere nel locale: ad esempio se pensate di fare spettacoli o musica o se volete installare apparecchi da gioco leciti. Altri adempimenti riguardano l’agibilità dei locali e quella a fini ENPALS se organizzerete serate di spettacolo e intrattenimento, le autorizzazione sanitarie e la valutazione del rischio ai sensi della
legge 626/1994.
Ora sapete cosa è richiesto per aprire un caffè letterario e quali elementi dovete valutare per stabilire se è conveniente o meno lanciarsi in questo settore. Avviare un’attività imprenditoriale è sempre un impegno gravoso e rischioso, per ambiti tanto particolari e originali come questo, i fattori di rischio aumentano ancora di più. Non rinunciate quindi al vostro sogno di aprire un caffè letterario, ma prendete bene in considerazione tutti gli aspetti.
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