come diventare editore
Diventare editore la strada da seguire
Si definisce editore la figura professionale adibita alla produzione e distribuzione di contenuti riproducibili, con questa parola s’indica la persona che ha il compito di decidere quali opere saranno pubblicate e diffuse in base sia alla qualità dell’opera, sia al ritorno economico derivante dalla sua distribuzione. Il termine editore è generalmente associato al mondo dell’industria del libro, ma con questa parola s’indicano anche le figure professionali appartenenti ad altri ambiti, come quello musicale e artistico. Analizziamo come diventare editore in questi tre diversi campi e l’iter burocratico/fiscale per aprire una casa editrice.
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Prima di aprire una casa editrice è sempre consigliabile essersi formati nel campo editoriale prescelto, ad esempio chi decide di aprire una casa discografica si sarà diplomato al Conservatorio o avrà frequentato un’Accademia Musicale per conoscere approfonditamente il mondo della musica. Cos’ì come, chi vuole entrare nel mondo dell’editoria si sarà laureato in Lettere e Filosofia o avrà frequentato dei corsi per scrittore, necessari per saper individuare i libri che potrebbero ottenere un grande successo sia per originalità, sia per le capacità lessicali dello scrittore.
Tuttavia, anche se inconsueto, non esiste una legge che vieti ad un semplice appassionato di libri / musica e fervente lettore di aprire una casa editoriale di periodici / musicale e di cimentarsi in questo mestiere. Non è obbligatoria una determina formazione scolastica, anche se intraprendere un viaggio in un mondo che ci appassiona, ma nel quale non siamo preparati grazie a studi specialistici è veramente un azzardo.
Una volta compiuta la scelta di diventare editore, quali sono i passi da seguire per avventurarsi in questo mondo?
Come diventare editore nell’industria del libro:
Prima di tutto dovete scegliere se volete specializzarvi in un determinato settore, come ad esempio le riviste scientifiche, o se volete pubblicare tutti i generi letterari: dai romanzi alle riviste, dalla poesia alla saggistica … Nel prendere questa decisione sarà molto importante fare un’analisi accurata dei vari competitors presenti sul mercato, sia per vedere le caratteristiche delle aziende con le quali entrerete in competizione, sia per individuare dei settori di mercato non ancora saturi (cioè riuscire a scovare delle porzioni di mercato nei quali sarà maggiore la probabilità di successo, essendo minore la presenza di grandi colossi dell’editoria o comunque essendoci minori competitors).
Un’altra importante decisione da prendere riguarda le fasi di lavorazione del testo. Dovete considerare se, nel vostro specifico caso, è preferibile che le varie fasi di lavorazione: (Redazione, Ufficio Marketing, Ufficio Grafico), siano tutte svolte all’interno della casa editrice o se è invece preferibile affidare alcuni di questi settori a degli uffici esterni con i quali instaurare una collaborazione.
Inoltre, dovrete scegliere se intraprendere questa iniziativa da soli o con dei soci. Lavorare autonomamente può essere molto gratificante; ma anche molto faticoso non potendo dividere i compiti con altri ed è anche molto più stressante, perché tutte le responsabilità cadranno unicamente sulle vostre spalle e non avrete qualcuno con cui potervi consigliare. Tuttavia, per aprire una casa editrice con dei soci si deve riuscire a trovare delle persone nelle quali poter riporre la più completa fiducia, degli individui di cui fidarsi ciecamente e certamente non è un compito semplice. Se non avete mai lavorato in una casa editrice, prima di iniziare il percorso legale, burocratico e fiscale, vi consigliamo caldamente di seguire un corso su come diventare editore. Varie sono le scuole che organizzano questi percorsi, tra cui l’
AIE (Associazione Italiana Editori).
Quando avrete perfettamente chiaro in mente tutte le caratteristiche della vostra casa editrice, potrete iniziare il percorso burocratico e fiscale:
1) Ogni casa editrice deve recarsi presso l’Agenzia delle Entrate per aprire una partita iva
2) Recarsi in Prefettura per iscriversi al Registro degli Editori e Stampatori (anche se con la legge del 2006 questo passaggio non è più obbligatorio)
3) Recarsi alla Camera di Commercio per iscrivere la vostra nuova attività tramite il pagamento di una quota d’iscrizione
4) Richiesta del codice Isbn (International Standard Book), essenziale per poter procedere alla pubblicazione di un libro. Questo codice identifica a livello internazionale la nazione
o il gruppo geografico o linguistico, l’editore, l’opera e l’edizione dell’opera. Sul sito della
Isbn potrete trovare tutte le informazioni per richiedere ed ottenere questo codice
identificativo.
Come diventare editore musicale
I primi passi da compiere sono comuni a chi vuole aprire una casa editrice letteraria, quindi: analisi del mercato per individuare settori non saturi, scegliere i generi musicali che si vogliono produrre, analisi dei maggiori competitor, optare per un’etichetta insieme a dei soci o intraprendere il cammino da soli.
Molto spesso si confonde la figura di editore discografico con il termine edizioni musicali. La principale differenza è che l’editore musicale si occupa della commercializzazione delle opere dell’autore, possiede tutti i diritti di utilizzazione economica e li gestisce tramite esecuzioni dal vivo, le utilizzazioni discografiche e le licenze di sincronizzazione (cioè l’autorizzazione di combinare le composizioni musicali con video, animazioni, immagini e filmati).
Inoltre, l’editore si occupa anche della promozione e diffusione delle opere musicali attraverso canali radiofonici e video cinematografici e fa si che la commercializzazione del brano continui ad essere realizzata anche trascorsi molti anni dalla sua pubblicazione, riuscendo così a non far cadere mai nel dimenticatoio una canzone e garantendo all’autore vari introiti grazie alla tassa sui diritti d’autore.
Un’altra decisione da prendere sarà legata alla tipologia di distribuzione che volete effettuare nella vostra etichetta discografica, infatti una casa editrice musicale può essere caratterizzata da tre differenti distribuzioni: vendita porta a porta, appoggiarsi ad un distributore, etichetta discografica e di distribuzione. La vostra scelta sulla tipologia di distribuzione andrà ad influire sull’iter burocratica da compiere.
Burocrazia comune alle tre tipologie di case discografiche:
1) Si può aprire una ditta individuale o una Sas (che è una Società in Accomandita Semplice: una ditta nella quale due o più persone svolgono un’attività economica con il fine di dividerne gli utili), o una Snc (Società in Nome Collettivo: i soci rispondono illimitatamente per i debiti sociali contratti dalla società. Se il patrimonio sociale della società non è sufficiente a pagare i creditori, i soci devono estinguere i debiti utilizzando il loro patrimonio personale), o una Srl (Società a Responsabilità Limitata: società di capitali), o una Spa (Società per Azioni).
2) Iscrizione alla Camera di Commercio
3) Inizio procedure di domanda alla
Siae (Società Italiana Autori Editori) di accettare il nome con cui vogliamo “battezzare” la nostra casa editrice, (Dpr n. 1842 del 20 ottobre 1962). La domanda dovrà pervenire su un apposito modulo richiedibile direttamente agli uffici della S.I.A.E.e fare un versamento con bollettino postale alla Siae per pagare la tassa d’istruttoria. Il passo successivo sarà quello di recarsi all’ufficio Associati della SIAE per consegnare: l’atto costitutivo della società, lo statuto, la certificazione di avvenuta iscrizione al registro delle imprese.
Un altro obbligo previsto dalla SIAE è quello di ottenere il possesso di utilizzo economico di 10 brani musicali in qualità di editore, (che si consegue con la compilazione di alcuni bollettini firmati dall’autore del brano) e consegnarli alla SIAE. Fatto tutto ciò la trafila burocratica sarà terminata e non vi resterà che pagare il contributo annuo che ammonta a circa 414 €.
4) Depositare il marchio
Etichetta Discografica senza distribuzione: tipologia di azienda che stampa cd demo e li distribuisce tramite la vendita porta a porta, continuerà l’iter burocratico seguendo questi passi:
5) Attribuzione numero di catalogo al prodotto
Etichetta Discografica appoggiata ad un distributore:
5) Richiesta codice Indicod alla società
Indicod di Milano
6) Stipulazione contratto con un’azienda distributrice
Etichetta DISCOGRAFICA E SOCIETA' DI DISTRIBUZIONE
5) Quando si ci iscrivere alla Camera di Commercio si deve sostenere un esame per l’attività di
grossista e distributore
6) Richiesta codice Indicod alla società Indicod di Milano
7) Attribuzione numero di catalogo al prodotto
Per approfondire l’argomento, vi consigliamo di leggere l’articolo dell'
Audiocoop (un'associazione di categoria discografici, editori, produttori e artisti italiani indipendenti) : “
Fare un'etichetta discografica? Qualche primo step".
Come diventare editore artistico:
La figura di editore in ambito artistico è in realtà molto lontana dall’editore nell’industria del libro e in quella musicale. Infatti, nel settore artistico l’editore è il responsabile dell’aspetto e dello stile di una stampa, di un sito, di un opuscolo, di un giornale, ecc., cioè di tutti gli elementi grafici che compongono un’opera. Contrariamente alle due figure professionali sopra descritte, l’editore artistico non si occupa della distribuzione e della diffusione di un’opera, ma solo dell’aspetto visivo di un lavoro.
Per svolgere questo mestiere è necessario avere competenze in progettazione grafica del software, essere costantemente aggiornato sulle nuove tendenze nel mondo del design, essere portato per i rapporti interpersonali e possedere grandi doti comunicative.
La capacità di riuscire a relazionarsi con diverse tipologie di persone è essenziale, perché l’editore d’arte coopera costantemente con diverse tipologie di lavoratori, dall’illustratore al fotografo, dai graphic designer agli scrittori.
Qualunque genere di editore sceglierete di diventare nella vita, ricordate sempre che il miglior modo per affermarsi nel proprio lavoro è quello di farlo con passione!
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