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Saper cucinare può diventare un business. Non tutti infatti sanno destreggiarsi abilmente tra i fornelli, non tutti hanno la pazienza, l’estro, soprattutto il tempo di organizzare pranzi o cene nella propria casa o nel proprio appartamento . Così, per occasioni speciali, per una cena romantica, per incontri di lavoro o anche per compleanni e ricorrenze, in tanti si rivolgono alla figura emergente del cuoco a domicilio. Un mestiere nuovo e divertente, da non confondersi con il catering: il cuoco a domicilio prepara il pranzo o la cena nella cucina del cliente, sceglie gli ingredienti e i vini, si preoccupa delle stoviglie, delle tovaglie e dell’organizzazione del tutto.
Come si diventa Cuoco a domicilio?- Aver frequentato una scuola alberghiera può essere un vantaggio, così come aver maturato esperienze nel settore della ristorazione. Ma non sono requisiti necessari: spesso l’abilità nel cucinare è una dote naturale e per perfezionarla può essere sufficiente un buon
corso di cucina, come quelli selezionati nella nostra rubrica. La fantasia è essenziale, così come il tocco di eleganza e la capacità di saper presentare le pietanze. Nell’immaginario collettivo la richiesta della figura dello Chef a domicilio può essere associata a persone facoltose o vip che desiderano organizzare cene di lusso. In realtà non sempre è così. Il fenomeno da tre anni a questa parte ha preso notevolmente piede, sfornando figure professionali per tutti i gusti e per tutte le tasche. Un’idea può essere quindi anche quella di catalogare la propria attività in un’offerta specifica: ad esempio, proporsi come cuoco per un tipo di cucina etnica in particolare, o come cuoco a domicilio specializzato in cucina regionale. Ultimamente, anche i piatti vegetariani si stanno affermando nel mercato italiano. Da non dimenticare invece l’obbligatorietà di iscrizione alla
Camera di Commercio, il superamento del corso professionale di tre mesi sulle norme igieniche e sanitarie, insieme all’apertura della Partita Iva.
La giornata-tipo del Cuoco a domicilio- Quando un cliente vi contatterà per l’organizzazione di un pranzo o una cena a domicilio, la prima cosa da fare è il sopralluogo della cucina. Sarà il vostro posto di lavoro per una giornata: valutate bene gli spazi e piatti, stoviglie, utensili, elettrodomestici a disposizione in base al menù precedentemente concordato. Dovrete occuparvi della spesa e dei vini e valutare lo standard qualitativo in relazione al numero di commensali. In media, un cuoco a domicilio può servire in maniera ottimale dalle 6 alle 12 persone. Se il numero degli invitati dovesse salire, valutate la possibilità di servirvi di personale aggiunto. Ricordate: la caratteristica fondamentale di uno chef a domicilio è la qualità del servizio e dei piatti offerti, oltre che la comodità di avere un cuoco in casa propria, senza dover ricorrere al ristorante. Consigli pratici a riguardo si trovano nel sito
Maisazi.com. Oppure consultando l’E-Book “
Come diventare cuoco-chef a domicilio”.
Il web per promuovere l’attività del Cuoco a domicilio - Pubblicizzare online la professione dello Chef a domicilio è essenziale. Si può fare affidamento a portali di categoria o regionali dove inserire il proprio indirizzo e i propri contatti. Altra cosa è avere una vetrina sul web dove poter descrivere nel dettaglio la propria attività e i servizi offerti. In questo caso però è necessario costruire il proprio sito con logica e competenze: non basta creare il sito, bisogna anche renderlo visibile a quanti più utenti possibile. Se il vostro obiettivo è avere contatti, acquisire clienti, sviluppare fatturato, non fate l'errore di intervenire solo dal punto di vista dell'estetica: create un sito web con l'obiettivo di ottenere il miglior posizionamento nei motori di ricerca. Potete trovare i consigli più utili su come rendere visibile il vostro sito web su
Romaexplorer.it.
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