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Diventare amministratore di condominio

Diventare amministratore di condominio dopo la riforma del 2013

Articolo aggiornato il 20-11-2013

L’entrata in vigore della nuova riforma dei condomini, il 18 giugno 2013, ha letteralmente rivoluzionato la disciplina relativa all’accesso alla professione di amministratore di condominio, introducendo nuovi requisiti ed obblighi, sia sotto il profilo formativo che professionale. L’articolo che segue è una piccola guida utile per chi desidera diventare amministratore di condominio, con una sintesi delle principali novità introdotte dalla nuova normativa.

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Diventare amministratore di condominio dopo la riforma del 2013

Scarsamente regolamentata, la figura dell’amministratore di condominio si è andata via via evolvendo nel corso degli anni. Fino a poco tempo fa, ampio spazio era concesso all’iniziativa individuale, l’attività era svolta prevalentemente da amministratori improvvisati,  inquilini del condominio intraprendenti  ma nella maggior parte dei casi privi di uno specifico bagaglio di competenze in ambito contabile o gestionale. Uno scenario che ormai appartiene al passato perché uno delle principali novità previste dalla riforma dei condomini è l’introduzione di prerequisiti formativi per l’accesso alla professione.

Cosa fa l’amministratore di condominio
L’amministratore viene scelto, con una votazione, dall’assemblea dei condomini. I suoi compiti sono eseguire le deliberazioni dell’assemblea di condominio, curare che venga rispettato il regolamento condominiale, assicurare l’uso dei servizi e delle strutture comuni a tutti i condomini, riscuotere i contributi per le spese condominiali e pagarle agli erogatori di servizi, rendere conto della propria attività ogni anno. In sostanza l’amministratore si occupa della gestione e del funzionamento di un condominio: dal pagamento delle bollette ai lavori di manutenzione e ristrutturazione, alle richieste specifiche dei condomini. Sembra chiaro che per diventare amministratore di condominio servono buone doti organizzative e gestionali ma da sole non sono sufficienti e occorrono competenze amministrative, contabili e un’approfondita conoscenza delle normative di riferimento.

I nuovi requisiti necessari per diventare amministratore di condominio
In base a quanto previsto dalla riforma dei condomini, per esercitare la professione di amministratore di condominio dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti di carattere morale e non solo:
a) pieno godimento dei diritti civili;
b) non aver subito condanne a seguito di delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per altri delitto non colposi per i quali sia prevista la reclusione per periodi non inferiori, a due anni e fino ad un massimo di cinque.
c) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
d) non sono stati dichiarati interdetti o inabilitati;
e) non risultare nell'elenco dei protesti cambiari;
f) aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
g) aver frequentato un corso di formazione iniziale e svolgere attività di formazione periodica per l’aggiornamento in materia di amministrazione condominiale.
Come anticipato, i punti f e g rappresentano probabilmente uno dei punti più “rivoluzionari della riforma”
prima dell’entrata sua entrata, per esercitare era infatti sufficiente il diploma di scuola dell’obbligo e non era richiesto alcun aggiornamento.
La legge ha ovviamente previsto un’eccezione per gli amministratori di condominio già operativi ma privi dei requisiti previsti ai punti f e g, fermo restando l’obbligo di provvedere all’adeguamento attraverso la frequenza a specifici corsi propedeutici e ovviamente al successivo aggiornamento.

A questo proposito occorre precisare che in base a quanto previsto dalla riforma, saranno considerati validi ai fini della formazione e dell’aggiornamento professionale, soltanto gli attestati rilasciati da associazioni di categoria e di settore come l’ANACI, l’ANAMMI o ANAIP ed altre associazioni con obiettivi affini.

Altri obblighi introdotti dalla riforma
Il legislatore non si è limitato ad intervenire esclusivamente sui requisiti richiesti in accesso, i cambiamenti riguardano anche il piano operativo e fiscale, la riforma ha infatti introdotto per gli amministratori di condominio l’obbligo alla tenuta della contabilità, dei registri d’ anagrafe condominiale, dei verbali delle assemblee, di nomina e revoca. I nuovi amministratori dovranno inoltre provvedere al versamento della ritenuta d’acconto IRPEF sui pagamenti effettuati dal condominio e per i propri compensi.

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