diventare arbitro
Diventare arbitro, come intraprendere questo lavoro
Per diventare arbitro di calcio il percorso è impervio e spesso poco remunerativo, ma spesso ad una passione non si può dire no. A vostra disposizione le informazioni sui corsi AIA da seguire, gli esami da sostenere, le remunerazioni e molto altro ancora, per conoscere tutte le informazioni necessarie per intraprendere quest’affascinante carriera.
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Dentro il cuore dei bambini appassionati di calcio, che sin da piccoli seguono assiduamente e con attenzione le partite della squadra del cuore, spesso si cela un sogno. E non è detto sia quello più comune di divenire calciatori, ma se gli ponete la domanda: "Cosa vuoi fare da grande?", forse sarete sorpresi della risposta: " Voglio diventare arbitro di calcio". Questo è sicuramente il ruolo più difficile da ricoprire nel caro vecchio campo in erba. Infatti, anche se sempre definiti necessari perché senza la loro supervisione sarebbe impossibile realizzare i vari campionati, ogni loro più piccola decisione è passata in rassegna da tifosi, giocatori, allenatori, opinionisti e commentatori portandoli a essere raramente amati, ma spesso contestati.
Ma qual è la via da percorrere per diventare arbitro? Per conseguire questa qualifica si devono seguire i corsi organizzati annualmente dall’
AIA (Associazione Italiana Arbitri) in quasi tutti i principali capoluoghi d’Italia.
Questi corsi sono completamente gratuiti, durano circa 2 mesi e possono parteciparvi tutti i giovani con età compresa tra i 15 e i 35 anni di entrambi i sessi. La frequenza in aula è obbligatoria e permette anche di acquisire punti per il Credito Formativo Scolastico. Inoltre, la sezione dell’associazione che organizza il corso, si occuperà di fornire tutto il materiale didattico necessario all’apprendimento.
Dopo le lezioni, gli aspiranti arbitri dovranno sostenere un esame scritto e orale e una volta superato, la Segreteria Nazionale dell’A.I.A. gli attribuirà un codice meccanografico, con il possesso del quale si diventa arbitri a tutti gli effetti.
Per arrivare ad arbitrare le partite disputate in serie A o B si dovrà avere tanta pazienza e fare molta gavetta, l’attività dei neo arbitri comincia con campionati dilettantistici e giovanili provinciali e per arrivare ad arbitrare i principali campionati ci vogliono in media 10 anni. Inoltre, la selezione per arrivare ad arbitrare le grandi squadre di calcio è molto dura e si basa sulla valutazione date dai commissari speciali, i quali supervisionano una partita e danno dei veri e propri voti sull’operato dell’arbitro. Una dimostrazione di quanto sia complicato arrivare a poter arbitrare le serie maggiori è dato dal numero totale degli arbitri di serie A o B che sono solo 35.
Sicuramente per scegliere di fare questo lavoro si deve avere davvero una grande passione, poiché spesso non si ricevono grandi riconoscenze per il proprio operato e i guadagni non sono propriamente dei migliori.
Infatti, tranne gli arbitri che sono riusciti a entrare tra gli eletti 35, i cui guadagni arrivano fino a 5.164,56 euro per ogni gara ai quali si aggiungono un compenso annuo 32.700 euro e il rimborso delle spese di soggiorno e trasporto; gli arbitri che non appartengono alla rosa dei 35 guadagnano in media intorno ai 100.00 € a partita.
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