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Gestione Separata Inps

Gestione Separata Inps: guida alla cassa previdenziale per lavoratori autonomi

Articolo aggiornato il 19-06-2014

La Gestione Separata Inps è il fondo di previdenza speciale per lavoratori autonomi e parasubordinati. In questo articolo vedremo quali cateorie di professionisti sono tenute a iscriversi, come farlo e cosa comporta a lungo termine l’iscrizione.

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Gestione Separata Inps: guida alla cassa previdenziale per lavoratori autonomi
Cos’è la Gestione Separata Inps
La Gestione Separata Inps è stata creata con la legge 335 del 1995 per tutelare quei soggetti lavorativi che prima non avevano alcuna forma di riconoscimento legale né di protezione previdenziale. È un fondo in cui questi lavoratori versano dei contributi allo scopo di avere garantita la pensione di vecchiaia e altri tipi di agevolazioni previdenziali, come pensioni di invalidità, indennità di maternità.

L’iscrizione alla Gestione Separata Inps
Le categorie di lavoratori che hanno l’obbligo di iscriversi presso la Gestione Separata Inps: coloro che svolgono un’attività di lavoro autonomo abituale e professionale e non sono iscritti ad un’autonoma Cassa di previdenza; chi svolge vendita a domicilio on reddito professionale annuo superiore a 5.000 euro; gli spedizionieri doganali; chi frequenta un dottorato di ricerca con borsa di studio; chi percepisce assegni per attività di tutorato o didattico-integrative, propedeutiche o di recupero; i lavoratori che svolgono collaborazioni coordinate a progetto; i lavoratori che svolgono collaborazioni coordinate e continuative occasionali senza progetto (ovvero collaborazioni con reddito non superiore a euro 5.000 e di durata inferiore a 30 giorni l’anno); i pensionati che svolgono collaborazioni coordinate e continuative; i lavoratori autonomi occasionali che non hanno l’obbligo di iscriversi ad un’autonoma Cassa di previdenza e che producano un reddito annuo superiore ai 5.000 euro. 
Per iscriversi alla Gestione Separata bisogna compilare dei moduli che possono essere trovati in tutti gli uffici dell’Inps o sul sito internet dell’Inps nella sezione Modulistica. La domanda può essere effettuata anche direttamente online. Nella domanda bisogna specificare i propri dati anagrafici, il codice fiscale, il tipo di attività svolta, l’inizio dell’attività. Chi ha un contratto di collaborazione coordinata e continuativa deve indicare anche i dati del committente. 

I contributi alla Gestione Separata Inps
Per chi è iscritto alla Gestione Separata Inps sono previsti due tipi di aliquote contributive: per coloro che non risultano iscritti ad un’altra Cassa di previdenza, il contributo è pari al 24,72% del reddito; per i lavoratori iscritti ad altre forme di previdenza, i titolari di pensione diretta e i titolari di pensione di reversibilità invece l’aliquota è del 17%. Nel caso delle collaborazioni coordinate a progetto, i contributi vengono versati per due terzi dal committente e per un terzo dal collaboratore; fisicamente, i contributi vengono versati interamente dal committente. In caso di lavoro autonomo, invece, il contributo è interamente a carico del lavoratore; i lavoratori autonomi hanno facoltà di addebitare al committente una percentuale pari al 4% dei corrispettivi lordi. Il versamento dei contributi per chi è iscritto alla Gestione Separata Inps avviene tramite il modello F24 e deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso.

Cosa garantisce la Gestione Separata Inps
Ma che cosa garantisce il versamento dei contributi alla Gestione Separata dell’Inps? Al raggiungimento di determinati requisiti, i contribuenti hanno diritto alla pensione di vecchiaia (calcolata col sistema contributivo). Sono previsti inoltre assegni di invalidità e pensione di inabilità e ai superstiti. Chi prima di iscriversi ha versato contributi per almeno 15 anni in altri fondi, altre gestioni o nell’assicurazione generale, può chiedere che questi contributi vengano conteggiati nella Gestione Separata ai fini di calcolare la pensione di vecchiaia con il sistema contributivo. Oltre alle pensioni, i contribuenti che versano l’aliquota maggiore hanno diritto alla tutela per maternità e malattia e all’assegno per il nucleo familiare

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