Il giornalismo partecipativo e le opportunità di lavoro per giornalisti free-lance
Il giornalismo partecipativo. Un'opportunità di lavoro
Gli americani lo chiamano citizen journalism o open source journalism. Noi lo abbiamo definito giornalismo partecipativo, giornalismo collaborativo o anche giornalismo 2.0 ma, al di là delle diverse definizioni che se ne possono dare, il concetto non cambia. Ciò di cui stiamo parlando è il giornalismo fatto dai cittadini per i cittadini. Un modello dove a fornire l’informazione non sono più i mezzi di comunicazione ufficiali ma i cittadini stessi e che spesso può diventare anche il trampolino di lancio per reporter in erba e per tutti coloro che aspirano a diventare giornalisti.
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Il giornalismo sta vivendo un momento di profonda trasformazione. Il tempo in cui a farla da padrone erano i quotidiani e i grandi network televisivi sta rapidamente scomparendo. Ma qual'è il tipo di giornalismo che sta emergendo al suo posto? Basta guardare in rete per capire qual'è lo scenario che sempre più rapidamente sta affiorando. Internet è infatti la fonte primaria di informazione, il luogo privilegiato a cui le persone attingono per tenersi aggiornate. Un mondo popolato da bloggers, organizzazioni no-profit che forniscono notizie, enti quali università e pubblica amministrazione che iniziano a offrire servizi di news, giornali locali, free-press. Quando con il nostro cellulare filmiamo una scena e la postiamo su Youtube, quando scattiamo una foto e la mettiamo su Flickr, stiamo effettivamente collaborando alla creazione di un nuovo tipo di giornalismo, il
giornalismo partecipativo. Un modello dove il cittadino contribuisce attivamente alla creazione delle notizie. La moltiplicazione di portali dedicati al giornalismo partecipativo costituiscono una grande sfida per il giornalismo tradizionale ma anche e soprattutto una grande opportunità sia per il giornalista free lance sia per tutti coloro che aspirano a diventare giornalisti. Ma vediamo qualche esempio in rete.
Il primo sito di
giornalismo partecipativo nasce nel 2000 nel Sud est asiatico, per la precisione in Corea. Stiamo parlando di Oh My News un portale di giornalismo partecipativo che in pochissimi anni è diventato il principale sito al quale i cittadini sud coreani attingono per informarsi e che può vantare ad oggi la collaborazione di circa 35mila cittadini reporter a fronte di una redazione di appena 35 giornalisti. Anche negli Stati Uniti sono nati diversi portali che si sono poi rivelati un ottimo trampolino di lancio per giornalisti free lance. L’esempio più recente di
giornalismo partecipativo è quello di ProPublica vincitore nel 2010 del Premio Pulitzer uno dei premi giornalistici più prestigiosi al mondo. ProPublica è un’organizzazione no-profit con sede a New York dove a finanziare le inchieste non è la pubblicità nè gli editori ma appunto i cittadini stessi. Sempre in America ricordiamo altre piattaforme di
giornalismo partecipativo come NewsVine ma soprattutto Current Tv. Current Tv è una televisione nata in rete e che da questa è riuscita in breve tempo a sbarcare sulla piattaforma di televisione digitale Sky. Anche Current Tv nasce come piattaforma di
giornalismo partecipativo. Gli utenti che sognano di diventare giornalisti hanno la possibilità di inviare i loro reportage e, se selezionati, andare in onda con i loro servizi giornalistici sul canale televisivo ufficiale.
E per quanto riguarda l’Italia? Quel'è la situazione nel belpaese? A chi ci si può rivolgere per mettersi alla prova e avere così l'opportunità di diventare veri e propri giornalisti? Oltre a Current Tv anche nel nostro paese cominciano a nascere progetti molto interessanti. Un esempio è quello di AgoraVox Italia il primo portale di
giornalismo partecipativo a nascere in Italia. Se si è giornalisti free lance o si desidera diventare giornalisti e si è alla ricerca di un'occasione per farsi notare, allora si può provare a mandare i propri lavori e sperare di venire selezionati. Un’altra iniziativa interessante è Fai Notizia, il progetto di
giornalismo partecipativo nato da Radio Radicale che si propone di dar voce ai cittadini reporter italiani. Infine ricordiamo la piattaforma di
giornalismo partecipativo di You Reporter. Andando sul sito web e cliccando sul link Partecipa è possibile inviare un video e vedersi così pubblicati.
Infine per tutti coloro che sono interessati a questo fenomeno voglio segnalare il Master in
Giornalismo Partecipativo dell’Università di Macerata. Istituito nel 2008 rimane ad oggi uno dei master di giornalismo più innovativi. Insomma giornalisti free lance o aspiranti tali cosa aspettate?
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