Laurearsi fuori corso
Laurearsi fuori corso
Laurearsi fuori corso diventa sempre più un fenomeno in crescita, in particolare da quando è entrata in vigore la riforma universitaria del 3+2. Sono aumentati gli studenti fuori corso perché diventa sempre più difficile completare il percorso universitario nell’arco dei tre anni. Qui di seguito affrontiamo questo fenomeno e cerchiamo di capire come viene affrontato e cosa sta facendo il sistema universitario per diminuire la percentuale di studenti che si laureano fuori corso.
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Sono sempre di più le persone che si iscrivono all’università e nell’arco degli anni diminuiscono il loro impegno, di conseguenza rischiano di laurearsi fuori corso. Chi lavora e studia nello stesso momento, chi non sa cosa fare perché non sa più se la scelta che ha fatto è la scelta giusta, chi in realtà non ha voglia di studiare e chi infine ha delle reali difficoltà ad affrontare gli esami. Questi, e tanti altri, possono essere dei motivi per cui ci si ritrova ad aver concluso i 3 anni dall’iscrizione ma ancora mancano un certo numero di esami da sostenere per ottenere la laurea. Questo con il passare degli anni sta diventando un problema per le università, perché gli iscritti sono tanti, le aule sono piene, ma gli studenti che si laureano in tempo sono sempre di meno. Le università italiane sono alla ricerca di metodi per diminuire il fenomeno, ma dall’altra parte ci sono gli studenti che a volte non vengono compresi perché hanno difficoltà ad affrontare l’università. Ci sono anche studenti che con tante scuse non sostengono gli esami, quando invece il motivo reale è perché non hanno voglia di studiare e sono alla ricerca di un escamotage per ottenere il titolo di studio. Il sistema universitario vuole diminuire il numero di studenti che vivono ancora l’università perdendo tempo.
Un esempio è l’
università Sapienza di Roma che ha partire dal 2009 attua una serie di strategie per stimolare gli studenti a laurearsi prima. Una è quella di aumentare la retta universitaria di un tot punti percentuali che varia per ogni anno fuori corso. Offre anche un’alternativa, e questa va a vantaggio di chi ha delle difficoltà ad affrontare gli esami. Per gli studenti del vecchio ordinamento la Sapienza ha avviato un progetto definito “Laurea tutoring”, una procedura che attiva immediatamente l’iscrizione a tempo parziale con una modulazione diversa nel tempo degli esami rispetto ai corsi ordinari. Gli iscritti fuori corso saranno accompagnati nel loro percorso di studi, personalizzando i percorsi in modo da vedere nel dettaglio in quali materie si bloccano. Per gli studenti del nuovo ordinamento, che sono in maggioranza rispetto a quelli del vecchio ordinamento, c’è un percorso simile. Si può passare al tempo parziale e chiedere altri 3 anni per finire gli studi. Per avere più informazioni potete consultare il sito www.uniroma1.it sezione studenti, cliccate sulla voce part-time. Potete anche entrare nella pagina della facoltà di vostro interesse, una volta che siete sul sito della facoltà potete trovare informazioni sotto il link “studenti a tempo parziale”. L’università la Sapienza è solo un esempio, sono tutti gli atenei italiani ad aver preso l’iniziativa del tempo parziale per diminuire il numero di studenti che su laureano fuori corso.
È possibile anche consultare il sito
Cittauniversitarie.com. Nella sezione worlds troverete una lista di link, cliccate sul link “studenti lavoratori”. La sezione worlds è dedicata a studenti stranieri che vogliono studiare in Italia, ma ci sono anche informazioni relative a studenti che intendono richiedere il passaggio al tempo parziale. Nel dettaglio vi spiega cosa prevede l’opzione del Tempo parziale, come si presenta la domanda, quando presentare la domanda, mostra il regolamento per gli studenti impegnati a tempo parziale.
Laurearsi fuori corso potrebbe essere un problema una volta fuori dall’università, ma questo può dipendere dagli anni in più che impiegate per laurearvi. In fase di ricerca del personale le aziende richiedono neolaureati con un età massima, gli anni che avete impiegato per laurearvi hanno un importanza relativa, ma se vi laureate nei tempi giusti è meglio. Iniziative come quella del regime a tempo parziale è molto utile per laurearsi impiegando un po’ più di tempo, ma è tempo gestito direttamente da voi. Una volta fuori non rischiate di essere penalizzati per il tempo in più che avete impiegato per laurearvi. Laureati non più “fuori corso” ma a “tempo parziale”.
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