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Lavorare come freelance

Lavorare freelance: tanta libertà, tanti rischi, molte possibilità

Le mutazioni nel mondo del lavoro che sono avvenute negli ultimi anni sono enormi. Il lavoro come lo si intendeva un tempo è destinato a diventare solo uno fra tanti modi di essere sul mercato. E da quando il Web è entrato in scena uno dei nuovi protagonisti è certamente il lavoro freelance. Ma chi è un freelance e cosa deve fare un freelance per guadagnare con le sue capacità?

Lavorare freelance: tanta libertà, tanti rischi, molte possibilità
Lavoratore autonomo, libero professionista. Queste sono le definizioni italiane. Ma ormai anche in Italia si usa sempre di più il termine freelance.
Ma chi è oggi un freelance? Oggi un freelance è un  lavoratore che non ha padroni e che di volta in volta lavora per chi gli commissiona un progetto. Un freelance è un esperto che sa fare molto bene il proprio lavoro e che ha alcuni skills specifici in cui è specializzato e continuamente aggiornato.
Cosa, invece, non è un freelance? Un freelance non è un tizio che si può permetere di lavorare meno, da casa, non è un mezzo lavoratore. Un freelance non è un fannullone che pur di lavorare dal divano ha rinunciato ad un lavoro cosiddetto normale.
Anzi, dati alla mano, un lavoratore freelance lavora spesso più di chiunque altro. Che si sappia in giro: il freelance è il pioniere di una nuova libertà che ha accettato i rischi che a questa libertà sono legati. Libera e difficile, è così la Vita da Freelance (come recita il titolo di un recente libro di Sergio Bologna e Dario Banfi che chiunque voglia occuparsi di lavoro freelance dovrebbe leggersi).
Il lavoratore freelance è solitamente un esperto del proprio settore che subito dopo gli studi o, molto spesso, dopo un certo periodo di esperienza lavorativa in azienda, decide di mettersi in proprio. Decide cioè di gettare il cuore oltre l’ostacolo e intraprendere un percorso pieno di rischi e di potenzialità.
Certo non mancano i professionisti che alternano il lavoro freelance a quello dipendente. Ma anche per molti di questi il sogno nel cassetto è spesso quello di switch to freelance al 100%.
Ecco allora esperti programmatori e web-designers, traduttori e copywriter che passsano al lavoro autonomo. E le storie di freelance che si possono leggere in giro per il web raccontano una costante: all’inizio è sempre dura, ma dopo i risultati possono essere molto soddisfacenti.
Inutile ricordare che il crescente emergere del lavoro freelance è enormemente legato agli sviluppi del World Wide Web. La Rete è informale ma produttiva al tempo stesso. La Rete si è sviluppata su un patrimonio di incontri temporanei ma di qualità, anche a livello economico. Il lavoro freelance è allora un elemento naturale di questo ambiente virtuale che agisce sul reale. Il freelance è il lavoratore individuale per eccellenza, ma al tempo stesso è inserito in un mondo di contatti, conoscenze e collaborazioni che rendono il suo lavoro più ricco, più internazionale, più efficace.
Ma bastano i contatti informali in rete per trovare lavoro freelance? Non solo, non più.
Oggi nessun freelance può più permettersi di non essere presente su almeno una piattaforma di outsourcing online (ad esempio Odesk, Neolancer o twago). Perché?
Perché oggi rendere visibile le proprie capacità è il primo irrinunciabile passo di una carriera freelance. Non basta più un sito personale disperso nell’oceano del web. Se avere un sito personale è come avere il proprio negozio in una grande città, proporsi su una piattaforma online di intermediazione è come trasferire la vetrina del proprio negozio nelle via principale dello shopping di una metropoli come Londra, Berlino, New York. Se avere un sito personale attesta che si è bravi, proporsi in una piattaforma online significa farlo sapere a tutti. La differenza c’è e si vede.
Le piattaforme sono solo uno degli ultimi passaggi della nuova storia del lavoro freelance. I prossimi non sono ancora ben definiti. Ma di freelance, si può star certi, si continuerà a parlare ancora per molto.

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