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Il regime di partita iva dei contribuenti minimi: i dettagli sul nuovo regime fiscale in vigore dal 2012


Il regime dei contribuenti minimi è una forma di regime fiscale agevolato per i professionisti con un reddito inferiore ai 30 mila euro annuali. Alcuni fra i vantaggi di una partita iva al regime dei minimi sono quelli di poter emettere fatture senza Iva e un’imposta Irpef fissa, che, a partire dal 2012 passa dal 20% al 5%.


Il regime di partita iva dei contribuenti minimi: i dettagli sul nuovo regime fiscale in vigore dal 2012
La partita iva al regime dei contribuenti minimi
Il regime dei contribuenti minimi è una semplificazione fiscale introdotta con la finanziaria 2008 e che interessa i lavoratori indipendenti con reddito annuo non superiore ai 30 mila euro. Una partita iva al regime dei minimi, è infatti un’agevolazione vantaggiosa soprattutto per i giovani, i quali beneficiano di una significativa riduzione dei contributi da versare. A partire dal 2012 inoltre, il regime dei contribuenti minimi viene assorbito in un nuovo regime dei minimi che prevede agevolazioni ulteriori, la più importante delle quali è una tassazione sostitutiva d’Irpef del 5% (contrariamente a quella precedente, del 20%). Per aderire al nuovo regime dei minimi per la partita iva, occorre, in ogni caso, possedere una serie di requisiti.

I requisiti per l’adesione alla partita iva a regime dei minimi
La durata del regime fiscale dei contribuenti minimi non può durare oltre 5 anni, ed è applicabile esclusivamente ai giovani fino al compimento del 35mo anno d’età. Il primo requisito per aderire al regime fiscale dei minimi è quello di aver iniziato un’attività non prima del 2008. Fra gli altri requisiti indispensabili per l’adesione, quello di essere fiscalmente residenti in Italia, di non aver percepito nell’anno precedente compensi superiori ai 30 mila euro, non aver effettuato cessioni di immobili, terreni edificabili, mezzi di trasporto, o essersi avvalsi di collaboratori occasionali o dipendenti. Non può accedere a tale tipologia di regime fiscale neanche chi ha svolto nei tre anni precedenti l’apertura attività di lavoro di impresa o ha partecipato a società di persone o altre associazioni, è stato socio di società di capitali o ha avuto ruoli gestionali in una sas.

Per un giovane professionista, i vantaggi di una partita iva a regime dei minimi sono, oltre alla tassazione ridotta al 5% (che copre anche il pagamento dell’Irap), l’esonero dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’Iva e dagli obblighi di registrare le fatture, così come da quello della conservazione dei registri e dei documenti contabili. Gli aderenti al regime fiscale dei minimi sono inoltre non soggetti agli studi di settore. Per ulteriori informazioni e chiarimenti su come funziona una partita iva a regime dei contribuenti minimi, è possibile consultare il portale web dell’Agenzia delle Entrate, o il sito web Parcellazione, nella sezione dedicata alla contabilità per i professionisti.

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