Ricerca nel sito

Collegamenti sponsorizzati
Collegamenti sponsorizzati
Collegamenti sponsorizzati

Permessi lavoro Svizzera

I permessi di lavoro richiesti per la Svizzera

Articolo aggiornato il 27-06-2013

 La Svizzera è sempre stata al centro dei flussi migratori legati al lavoro in Europa, meta preferita soprattutto per gli italiani (per quanto riguarda il canton Ticino), attratti dalle migliori prospettive professionali, dalla prossimità territoriale e culturale, nonché dalla possibilità di poter comunicare facilmente utilizzando la propria lingua. La procedura prevista per il rilascio dei permessi a scopo lavorativo è piuttosto snella....anche se in tempi recenti qualcosa è cambiato.

collegamenti sponsorizzati
I permessi di lavoro richiesti per la Svizzera
L'Ufficio Federale per l'immigrazione prevede due diverse procedure per il rilascio dei permessi di lavoro, una rivolta ai cittadini di stati appartenenti all'UE e all'AELS ( Islanda, Norvegia e Lichtestein), e una per i lavoratori provenienti da stati extra europei ed è proprio da questi che cominceremo.
Per consentire l'ingresso di lavoratori provenienti da paesi non UE o AELS, il futuro datore di lavoro dovrà provvedere alla presentazione della domanda di permesso all'autorità competente. La domanda sarà vagliata dall'autorità cantonale competente che a seguito della valutazione provvederà a inoltrare la documentazione all'Ufficio Federale per la Migrazione, che ne notificherà l'esito al datore di lavoro. La decisione verrà trasmessa all'ufficio competente presso l'ambasciata locale della Svizzera dove il cittadino straniero potrà ritirare il visto.
Per i cittadini di paesi UE/AELS l'ordinamento locale prevede la possibilità di svolgere attività lavorativa dipendente o autonoma utilizzando il permesso di tipo “B”. Principali presupposti per il rilascio: un contratto di lavoro della durata di un anno o a tempo indeterminato per i lavoratori dipendenti o la possibilità di dimostrare che l'attività lavorativa è durevole e continuativa nel caso dei lavoratori autonomi.
Bisogna tuttavia ricordare che all'inizio della primavera del 2013, sotto le pressioni dell'UDC, la Svizzera ha fatto appello alla clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone e a partire dal 1 maggio 2013, ha previsto l'estensione del contingentamento dei permessi di lavoro di tipo “B” di lunga durata, previsto per i cittadini degli 8 paesi dell'Europa Orientale (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. ), ai frontalieri provenienti da altri 17 paesi UE: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia.
I cittadini provenienti da paesi UE/AELS, impiegati presso aziende con sede distaccata in Svizzera, potranno svolgere attività lavorativa sul territorio della confederazione senza permesso B, presentando notifica per lo svolgimento di attività lucrativa di breve durata, soltanto per periodi di tre mesi o fino a un massimo di 90 giorni per anno civile.
La procedura per la notifica è piuttosto rapida e può essere sbrigata direttamente online, sul sito web dell'Ufficio federale per la migrazione.
Per maggiori informazioni potrete far riferimento anche al sito del Canton Ticino, le procedure di rilascio e registrazione delle notifiche vengono infatti di norma gestite dalle autorità cantonali. Al suo interno troverete anche la modulistica utile, l'elenco dei documenti richiesti e la tabella dei costi da sostenere.

Articolo pubblicato il
Stampa, invia via email, segnala nei tuoi social network
OkNotizie
Lascia un commento su questa pagina:

Inserisci le due parole che trovi nel box sottostante:
Cerchi lavoro? scopri le 3 regole per trovarlo scarica gratis la guida in PDF

Questo sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni.
Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Leggi informativa

Chiudi e accetta