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riforma lavoro monti 2012

La riforma del lavoro proposta dal Governo Monti: i punti principali

Articolo aggiornato il 29-03-2012

Il 23 marzo 2012, il Consiglio dei Ministri ha proceduto al varo del disegno di legge per la nuova riforma del lavoro, confermando i diversi punti previsti dal testo presentato dal ministro Fornero, una riforma che non sembra incontrare il favore di tutte le parti e che va ad intervenire su questioni fondamentali quali flessibilità, accesso al mondo del lavoro per donne e giovani, licenziamenti ed ammortizzatori sociali. Proviamo a riassumere brevemente le principali novità introdotte dalla riforma del lavoro del governo Monti.

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La riforma del lavoro proposta dal Governo Monti: i punti principali
 Modifiche apportate all'articolo 18
Cominciamo dal punto più controverso, la revisione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. In base a quanto previsto dal disegno di legge in materia di licenziamenti individuali, resta invariata la procedura prevista in caso di licenziamenti di natura discriminatoria, mentre nei casi di licenziamento per presunti motivi disciplinari, la decisione verrà rimessa al giudice competente che in caso di mancata giustificazione, potrà annullare il licenziamento ed esprimersi a favore di un risarcimento. Per quanto riguarda i licenziamenti oggettivi o economici, nei casi in cui verrà riscontrata l'inesistenza di una giusta causa, il giudice dichiarerà risolto il rapporto e l'ex datore di lavoro sarà obbligato al pagamento di un risarcimento a favore del lavoratore, la somma, determinata in base ad una serie di specifici criteri, potrà avere un valore compreso tra le 15 e le 27 mensilità.

 Ammortizzatori sociali
Se da un lato la riforma va a snellire la disciplina relativa ai licenziamenti individuali, dall'altro procede ad una revisione senza precedenti del sistema degli ammortizzatori sociali con l'obiettivo di limitarne l'uso improprio. Rispetto a questo punto, la principale novità contenuta nella proposta di riforma sta nell' introduzione dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) in sostituzione dell'indennità di mobilità, di disoccupazione agricola non ordinaria, di disoccupazione con requisiti ridotti e dell'indennità di disoccupazione speciale edile.
Contratti a Termine
La riforma prevede una serie di misure mirate a limitare l'utilizzo reiterato di contratti a tempo determinato. Viene ad esempio prolungato il limite di tempo che deve intercorrere tra la scadenza di un contratto a tempo determinato e la stipula di quello successivo. Ai contratti a tempo determinato verrà inoltre applicata una maggiorazione contributiva dell'1,4%, i cui proventi saranno destinati al finanziamento dell'ASpI. In caso di assunzione definitiva del lavoratore l'azienda avrà diritto al rimborso del costo sostenuto. La riforma fissa infine il limite massimo di 36 mesi (comprensivi di proroghe e rinnovi), a seguito dei quali il contratto di lavoro a tempo determinato dovrà essere convertito in un'assunzione a tempo indeterminato.

 Dimissioni in bianco
Le dimissioni in bianco rappresentano una fenomeno tristemente diffuso nel nostro paese a danno soprattutto delle madri e delle donne lavoratrici in genere. La riforma, con l'obiettivo di scoraggiare questa pratica, estende il regime della convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri anche ai casi di “risoluzione consensuale del rapporto di lavoro”, andando a colpire l'escamotage spesso utilizzato dalle aziende per aggirare la normativa vigente in materia di dimissioni.

 Contratti di apprendistato, stage e tirocini formativi
Con l'obiettivo di favorire l'accesso dei giovani al mondo del lavoro la riforma prevede una serie di misure mirate ad incoraggiare le aziende a ricorrere ai contratti di apprendistato e a limitare l'abuso degli stage a titolo gratuito.

 False Partite Iva
Nel corso degli ultimi anni il numero delle partite iva nel nostro paese ha subito un notevole incremento. Partite iva dietro cui si nascondono spesso veri e propri rapporti di lavoro subordinato. La riforma introduce una serie di misure finalizzate a verificare sulla base della durata del rapporto di collaborazione e della provenienza dei ricarvi, l'esistenza di rapporti di collaborazione continuativa.

Queste naturalmente sono soltanto alcune delle novità previste dalla riforma, il progetto approvato dal consiglio dei ministri prevede ulteriori interventi per l'inclusione delle donne nel mondo del lavoro, il contrasto del lavoro individuale, i servizi per l'impiego, la protezione dei lavoratori anziani e non solo. Per approfondire i singoli punti previsti dal progetto potrete consultare il testo completo del disegno di legge, disponibile in formato pdf sul sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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