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Apprendistato professionale: le novità introdotte dal testo unico

Articolo aggiornato il 06-06-2013

Il 28 ottobre del 2011 è entrato in vigore il nuovo Testo Unico per l’Apprendistato. Dalla prima definizione normativa dell’apprendistato da parte del nostro ordinamento sono trascorsi più di 60 anni e nel corso degli anni, l’istituto ha subito non poche modifiche. Vediamo quali sono le principali novità introdotte dalla riorganizzazione della disciplina in materia.

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Apprendistato professionale: le novità introdotte dal testo unico
L’articolo uno del nuovo Testo Unico definisce l’apprendistato come “un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all’occupazione dei giovani”. La riorganizzazione della disciplina in materia si inserisce infatti nel contesto di un più ampio progetto di riforma mirato a rilanciare l’occupazione giovanile, nodo dolente per la nostra economia che vanta un primato decisamente negativo.
L’attuale normativa prevede un corpo generale di regole valide per tutte le categorie professionali mentre la definizione dei dettagli contrattuali viene rimessa ai contratti collettivi nazionali delle singole categorie e agli accordi interconfederali sempre nel  rispetto dei principi generali fissati dall’art. 2 del testo unico:
- il contratto, il patto di prova ed il piano formativo individuale devono essere redatti in forma scritta entro e non oltre 30 giorni dalla stipula.
-  è vietata la retribuzione a cottimo dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato.
-  l’apprendista deve essere obbligatoriamente seguito da un referente aziendale o da un tutor
-  la formazione effettuata e l’eventuale qualifica professionale acquisita in base al contratto di apprendistato devono essere registrate nel libretto formativo del cittadino.
-  il periodo di apprendistato può essere prolungato in caso di malattia, infortunio o sospensione involontaria dell’attività lavorativa, sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi.
-  le parti non possono recedere dal contratto prima della conclusione del periodo formativo in assenza di una giusta causa. A conclusione del periodo di apprendistato le parti possono recedere previo preavviso secondo quanto disposto dall’art 2118 del codice civile. In caso contrario il contratto di apprendistato si trasformerà in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
- il numero di apprendisti assunti non può superare il numero dei lavoratori qualificati alle dipendenze del datore di lavoro,  se l’azienda dispone di dipendenti specializzati o qualificati oppure ne ha meno di tre, può assumere fino a tre apprendisti. Fanno eccezione le imprese artigiane dove il numero dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato non può superare la metà dei dipendenti.
Per quanto riguarda l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l’invalidità e le malattie professionali, la maternità e gli assegni familiari, il Testo Unico prevede l’applicazione agli apprendisti delle stesse condizioni previste per i lavoratori subordinati.

Apprendistato: le tipologie previste
Il nuovo testo unico individua inoltre tre tipologie di apprendistato:
- apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
- apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
- apprendistato di alta formazione e di ricerca
Tutte e tre le tipologie si applicano a tutti i settori di attività sia in ambito pubblico che privato.
L’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale è un’opportunità rivolta ai ragazzi di età compresa tra i 15 ed i 25 anni. Si tratta di una soluzione studiata per consentire a chi è appena uscito dal percorso scolastico la possibilità di una qualifica o un diploma professionale attraverso l’assunzione come apprendista.
Questa tipologia di contratto ha durata variabile a seconda della tipologia di qualifica professionale conseguita a conclusione del periodo di formazione “ on the job”, ma non può in nessun caso superare i tre anni, unica eccezione prevista, i diplomi di durata quadriennale per i quali è prevista la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato di un ulteriore anno.
L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere riguarda i ragazzi dai 18 ai 29 anni ed è finalizzato al conseguimento di una specifica qualifica professionale. Possono essere assunti con questa particolare tipologia di contratto anche candidati che abbiano già svolto un periodo di apprendistato (anche presso la stessa azienda). Anche in questo caso la durata massima del contratto è di tre anni ma può essere prolungata fino a cinque nel caso di particolari categorie professionali. Nel caso delle attività a carattere stagionale eventuali soluzioni di contratto a tempo determinato dovranno essere individuate dai CCNL per il settore.
L’apprendistato di alta formazione e di ricerca come il precedente, è un contratto destinato a giovani di età compresa tra diciotto e ventinove anni, interessati a conseguire una livello più elevato di formazione e specializzazione.
I giovani lavoratori assunti con questa particolare tipologia di contratto, a seconda dell’ambito di attività e della tipologia di qualifica, avranno la possibilità di conseguire attraverso la formazione on the job, un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari o di alta
formazione, compresi i dottorati di ricerca,  per la specializzazione tecnica,  per il praticantato, o per l’accesso a specifici ordini professionali.
Come il precedente, anche questo contratto è compatibile con altre forme di apprendistato, sempre entro i limiti della durata complessiva di tre anni.
Il Testo Unico rimette la regolamentazione di questa tipologia di contratto alle singole Regioni, in mancanza uno specifico regolamento regionale, per l’attivazione dell’apprendistato di alta formazione sarà legata alla stipula di appositi accordi e convenzioni tra datori di lavoro e Istituti di formazioni professionali, Università o enti di ricerca e formazione, a seconda dello specifico livello di qualifica conseguibile attraverso il contratto.
L’entrata in vigore delle nuove normative ha visto l’avvio di un periodo “transitorio” della durata di sei mesi, per dare alle Regioni la possibilità di adeguarsi alle nuove disposizioni ed approvare i regolamenti locali necessari. Il regime transitorio cesserà il  25 aprile 2012 data a seguito della quale tutte le disposizioni di legge contenuto nel diventeranno immediatamente applicative.
La riorganizzazione e l’aggiornamento delle normative in materia di apprendistato realizzata attraverso il testo unico, va di pari passo con l’attivazione di programmi mirati ad incentivare l’assunzione di apprendisti da parte delle aziende attraverso una serie di agevolazioni fiscali. 

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